La Polestar 3, nella sua configurazione a motore singolo Long Range, è un SUV spazioso e confortevole con una capacità della batteria impressionante. Tuttavia, dopo migliaia di chilometri, è chiaro che l’insistenza dell’auto su una tecnologia eccessivamente complessa a volte compromette l’esperienza di guida. Nonostante la grande batteria elimini l’ansia da autonomia, la qualità di guida potrebbe essere migliorata e il sistema di infotainment richiede pazienza piuttosto che interazione continua.
Impressioni iniziali: la familiarità genera tolleranza
La Polestar 3 non è un’auto “hop-in-and-go”. Richiede tempo per apprendere le sue peculiarità e il suo approccio fortemente tecnologico può essere travolgente all’inizio. La più grande frustrazione iniziale è stata il portachiavi, che consuma la batteria più velocemente di un vecchio smartphone, costringendo a passare all’integrazione di Apple Wallet per uno sblocco affidabile. Questa semplice soluzione, ovvero l’aggiunta della chiave al telefono, si è rivelata rivoluzionaria, consentendo l’apertura automatica dell’auto all’avvicinarsi.
Aggiornamenti tecnici e problemi persistenti
Polestar ha risolto alcuni problemi chiave di usabilità con un aggiornamento del core processore per tutti e 3 i proprietari. Ciò ha aggiunto una funzione di controllo della distanza molto mancata al cruise control adattivo, ma il cruise control di base rimane illogico. Altri marchi offrono funzioni intuitive di impostazione, annullamento e ripresa, ma Polestar insiste nel nascondere questi controlli nel menu touchscreen o nell’utilizzare pulsanti del volante mal progettati.
Nonostante questi difetti, il sistema di infotainment dell’auto brilla in alcune aree. La navigazione basata su Google è superiore ad Apple CarPlay o Google Maps standard, prevedendo con precisione i livelli della batteria all’arrivo e pianificando le soste per la ricarica. Tuttavia, CarPlay wireless rimane frustrantemente difettoso e impiega minuti per riconoscere un telefono connesso.
Comfort e praticità: una soluzione mista
La Polestar 3 eccelle in termini di spazio interno, comfort e capacità del bagagliaio. Tuttavia, le sospensioni non adattive di questo modello entry-level offrono una guida tutt’altro che fluida. Mentre l’autonomia ufficiale è di 438 miglia, i test nel mondo reale mostrano circa 300 miglia con una carica completa. Ciò è sufficiente per un viaggio di andata e ritorno di 230 miglia senza eccessivi limiti di velocità o compromessi sul controllo del clima.
Efficienza e portata nel mondo reale
L’efficienza media è di 3,1 miglia per kWh, circa tre quarti della cifra ufficiale. Ciò si traduce in circa 300 miglia di autonomia utilizzabile, in linea con l’esperienza dei veicoli a benzina, diesel ed elettrici, dove i dati ufficiali spesso superano le prestazioni del mondo reale.
Polestar 2: un breve interludio
In attesa degli aggiornamenti del processore, è stato testato un Polestar 2 come sostituto temporaneo. Il processo di aggiornamento per il 3 include l’aggiornamento dei modelli esistenti con un processore più veloce per accogliere futuri aggiornamenti via etere, nonché nuove funzionalità come gli specchietti ripiegabili automaticamente.
Proprietà a lungo termine: il verdetto
Il Polestar 3 Long Range Single Motor è un potente SUV elettrico. Nonostante le sue complessità tecnologiche, l’auto offre ampio spazio, comfort e un’autonomia realistica di circa 300 miglia. I maggiori miglioramenti riguarderebbero la semplificazione del sistema di infotainment e il perfezionamento della qualità di guida.
La Polestar 3 richiede pazienza per sfruttare appieno il suo potenziale, ma la combinazione di spaziosità, tecnologia moderna (quando funziona) e capacità a lungo raggio la rendono un’opzione competitiva nel mercato dei SUV elettrici.






















