Nonostante un massiccio spostamento a livello di settore verso veicoli più grandi, Volkswagen of America sta segnalando che non ha intenzione di abbandonare il segmento automobilistico tradizionale. In una recente tavola rotonda con i media durante il New York Auto Show, Kjell Gruner, CEO di Volkswagen of America, ha sottolineato che berline e hatchback rimangono essenziali per l’identità del marchio e la strategia di prodotto.
Il dominio dei SUV contro il “battito cardiaco” del marchio
Il panorama automobilistico negli Stati Uniti ha subito una trasformazione radicale. L’anno scorso, il 78% delle vendite di Volkswagen negli Stati Uniti erano SUV, una tendenza che si riflette in tutto il mercato globale. Mentre i produttori inseguono gli elevati margini e la domanda dei consumatori associati ai crossover, le tradizionali autovetture come Passat, Arteon e Beetle sono in gran parte scomparse dalla gamma VW.
Tuttavia, Gruner sostiene che la salute di un marchio non può essere misurata esclusivamente dal volume delle vendite. Distingue tra “volume” e “battito cardiaco”, usando quest’ultimo per descrivere modelli che definiscono l’anima e il carattere di guida di un produttore.
Le icone degli appassionati: Golf GTI e Golf R
Sebbene lo scorso anno le vendite combinate di Golf GTI e Golf R abbiano totalizzato solo 10.554 unità negli Stati Uniti, il loro valore strategico è sproporzionatamente alto.
– Identità del marchio: Queste “hot hatch” fungono da icone che rappresentano il DNA ingegneristico di Volkswagen.
– Connessione emotiva: Gruner ha notato la loro importanza in termini di “sorrisi per miglio”, rivolgendosi a una base di appassionati fedeli che apprezzano la dinamica di guida.
– Importanza culturale: anche se il mercato si sposta verso l’utilità, questi modelli mantengono la reputazione del marchio in termini di prestazioni.
L’alternativa pratica: la Jetta
Mentre i modelli Golf servono gli appassionati, la Jetta rimane un pilastro vitale per il consumatore mainstream. L’anno scorso, la Jetta è stata il terzo modello più venduto della Volkswagen negli Stati Uniti, con 54.291 unità vendute.
La Jetta riempie una nicchia specifica che i SUV non possono replicare facilmente:
– Efficienza del carburante: i consumatori che cercano una migliore resa chilometrica del carburante spesso optano per la berlina rispetto ai SUV più pesanti.
– Semplicità: si rivolge ai conducenti che non necessitano della trazione integrale o della posizione di seduta alta di un crossover.
– Varietà: Gruner ha osservato che la Jetta offre un livello di varietà che impedisce al marchio di diventare un produttore monosegmento.
Una formazione mirata e snella
La Volkswagen non prevede una massiccia espansione del suo segmento automobilistico. Sembra invece che l’azienda si stia muovendo verso una strategia altamente specializzata. I restanti modelli non SUV, la Jetta, la Golf GTI/R e il minivan elettrico ID.Buzz, hanno ciascuno uno scopo distinto e dedicato.
Questo approccio suggerisce che, mentre Volkswagen continuerà a fare molto affidamento sul successo dei SUV (guidati da modelli come Atlas e Tiguan), manterrà una flotta “specializzata” di auto per proteggere il patrimonio del proprio marchio e conquistare specifici segmenti di mercato.
“Ogni marchio ha bisogno di queste icone del marchio… per me queste sono la Golf R e la Golf GTI”, afferma Kjell Gruner.
Conclusione
La Volkswagen sta adottando una strategia a doppio binario: sfruttare i SUV per il volume del mercato di massa preservando al contempo le berline e le berline ad alte prestazioni per mantenere l’identità del marchio e soddisfare le esigenze specifiche dei consumatori. Ciò garantisce che il marchio rimanga diversificato anche se il settore tende verso un focus unico sui crossover.






















